IL MITO DELLA GIOVINEZZA

Nel nostro ambiente c’è il mito della giovinezza.

Se da una parte questo è comprensibile perché il Ballo è tendenzialmente legato al clichè del “giovane e bello”, dall’altra si capisce meno perchè non prende in considerazione che i tempi sono cambiati.

Quando ho iniziato io, ballare Latino Americano era sostanzialmente una moda giovanile.

I locali erano tutti in centro a Milano (Il Sabor, l’Ipotesi, chi c’era si ricorda per forza) e la media dei frequentatori era 25/35 anni, molto più bassa di quella attuale.

La fetta anagrafica più consistente erano dunque i 30enni, oggi quasi spariti, e questo conferma ancora di più quanto ti sto dicendo: era una moda giovanile, in quanto sappiamo che sono proprio i 30enni a muovere l’ago della bilancia nelle mode.

Oggi ballare Latino Americano non è più quindi “di moda”?

E’ così. Che tu te ne sia accorto o meno oggi ballare Latino Americano non è più una moda.

O meglio, è qualcosa di diverso, e da un certo punto di vista anche di più rilevante: è diventato un fenomeno di costume.

Oggi nei nostri locali abbiamo dei nuovi protagonisti: le persone over 40, ma anche over 50 e più.

Non sono più attori marginali, bensì parti attive, portatori di entusiasmo e anche di denaro, a scuole e locali.

Il tessuto sociale si è evoluto, non possiamo più, nel 2018 ragionare come a inizi anni ’90.

Il ballo latino americano, come tutti i balli di coppia in generale, è diventato un mezzo per vivere una vita sociale più appagante, più piena, per avere una rete di amicizie più ricca e ampia, per tenersi in forma divertendosi,  per portare un po’ di vita alle serate altrimenti dedicate al divano.

E poi nella generazione che ti ho detto – 40, 50enni e più – c’è una marea di single … cosa facciamo ci scandalizziamo se una persona da sola si è rotta le palle di passare i sabato sere col gatto e decide di iscriversi a un corso di ballo e poi di andare a ballare per rilassarsi e svagarsi un po’, dopo una giornata di lavoro e di pensieri?

C’è questa idea diffusa che uno dovrebbe ballare solo per passione o perché ha ricevuto la chiamata ecc…

Ma chi l’ha detto?

C’è molta ipocrisia nel nostro ambiente.

E anche molta ottusità. Tutto questo correre dietro ai giovani è stupido, oltre che sbagliato in termini di marketing.

Intendiamoci subito. Non ho niente contro i giovani, ci mancherebbe, anche se non lo crederai possibile anche io sono stato giovane 🙂 adoro i giovani, ma credo che anche loro (quelli intelligenti perlomeno) considererebbero stupido chi crea delle discriminazioni a livello generazionale in una scuola o in un locale.

Eh si! Perchè queste discriminazioni ci sono eccome! Facci un po’ caso da adesso in poi …

Sai quanti ne sento di titolari di scuole, organizzatori di eventi, proprietari di locali che impostano la loro attività e la loro comunicazione per andare incontro solo alle esigenze dei giovani?

La gente di mezza età è considerata meno. Le loro esigenze sono considerate meno.

A questi maestri, titolari di scuole, organizzatori di eventi, proprietari di locali voglio fare una domanda:

Ma non vi siete ancora accorti che è per i 40enni, 50enni e più che state in piedi, altrimenti sareste già a fare la fila alla mensa della Caritas?

No, non sto parlando per affinità anagrafica – sai che mi frega – voglio solo fare una foto alla situazione del nostro movimento nei termini più realistici possibili.

Spesso sono le persone meno giovani che manifestano, in modo sempre maggiore, la voglia e la determinazione di restare attivi. Essere giovani non è un periodo della vita, ma uno stato dello spirito.

Ci sono tante persone a 40, 50 e 60 anni con un’intensità emotiva, una vittoria del coraggio sulla paura, del gusto dell’avventura sulla comodità, che tanti 20enni levati.

Sarebbe ora qualcuno se ne accorgesse.

 

Ad maiora

Sergio